Libro degli ospiti

R: Poesia

Patrizia Andrich | 09.11.2013

Che bella questa poesia! Specialmente i tre versi finali sono davvero belli! Grazie Felice

Poesia

Felice Serino | 26.10.2013

RISVEGLIO

tra le pieghe della storia
c’è sempre il maligno
che strappa
le più belle pagine di poesia

un giorno i morti
risvegliati
da pioggia d’uccelli
le ricomporranno
in musica celeste

R: Poesia

Patrizia Andrich | 26.10.2013

Bellissima poesia!! Grazie Felice

Poesia

Felice Serino | 12.10.2013

Disquisizione sulla Mente

grossolano errore - mi spiegavi
col sorriso di chi sa -
scambiare la mente
col cervello: questi è del corpo-
contenitore mentre
la prima coi suoi azzurri
echi è parte della Mente
Universale che governa
la terra e questo essere
formica che la percorre...

la mente è cielo e l'una
contiene l'altro

R: Poesia

Patrizia Andrich | 13.10.2013

Interessante questa tua poesia. Grazie Felice!

Poesia

Felice Serino | 05.10.2013

Un déjà vu

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare

...gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
... e quell’albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni

e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria...

R: Poesia

Patrizia Andrich | 07.10.2013

Una bella poesia carica di ricordi.

Poesia

Felice Serino | 28.09.2013

Divagazione sulla morte

è il morire ciò
che affratella -
ma davanti al mistero chi non resta
confuso: nessuno a farci
un fischio dall'aldilà e
il dubbio è che sia come
un impalpabile sogno o risibile
sorte

esoterismo karma re-
incarnazione: per nessuno
c'è il nulla e la morte
definitiva

R: Poesia

Patrizia Andrich | 28.09.2013

Poesia molto riflessiva sulla morte. Un tema che comunque lascia sempre qualche dubbio del dopo. E' bella la chiusa della poesia: il nulla e la morte definitiva. Complimenti Felice!

NEL PERDURARE LA LUCE

Felice Serino | 21.09.2013

NEL PERDURARE LA LUCE

le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno - ricordi? –

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